
Ultima modifica 30 Novembre 2017
Scoperta la causa alla base del nesso fra igiene orale e malattie cardiache.
Se ne parlava ormai da tempo, ma ora pare che un gruppo di ricercatori sia riuscito a comprendere i meccanismi che regolano il nesso fra la cattiva abitudine di non lavare i denti e i problemi al cuore. Si tratta di un lavoro dell’Università di Bristol, secondo il quale alla base di una maggiore probabilità di subire un attacco cardiaco che le persone con scarsa igiene orale mostrano ci sarebbe un comune batterio, lo stesso che causa l’insorgenza della carie e di altre infezioni e che può diffondersi nel sangue e provocare la formazione di coaguli fatali, che a loro volta possono essere la causa scatenante di ictus e infarti.
Nella maggior parte dei casi, il batterio si limita a sostare nella bocca, ma a volte il sanguinamento delle gengive ne consente la circolazione nel sangue e quindi in tutto l’organismo.
I batteri stimolano le piastrine del sangue a creare una proteina chiamata PadA sulla propria superficie, una sorta di scudo contro la reazione del sistema immunitario.
Spiega il prof. Howard Jenkinson, che ha partecipato alla ricerca: “quando le piastrine si aggregano insieme racchiudono completamente i batteri. Ciò fornisce una copertura di protezione non solo dal sistema immunitario, ma anche dagli antibiotici che potrebbero essere usato per trattare l’infezione.
Purtroppo, come aiuta i batteri, l’aggregazione piastrinica può causare piccoli coaguli di sangue, escrescenze sulle valvole cardiache o infiammazione dei vasi sanguigni che possono bloccare l’afflusso di sangue al cuore e al cervello”.
Altri studi in precedenza avevano già evidenziato lo stesso nesso, ad esempio una ricerca che, coinvolgendo oltre 11.000 persone, ha dimostrato che chi non curava i propri denti aveva addirittura il 70 per cento in più di possibilità di avere successivamente problemi al cuore. Tutto dipende, secondo Judy O’Sullivan della British Heart Foundation che ha seguito lo studio, da un “batterio che ‘si annida’ tra i denti e che può provocare infiammazioni anche gravi”.
Naturalmente, all’igiene orale deve essere associato uno stile di vita sano nel complesso, con una dieta alimentare adeguata e una discreta attività fisica. Tuttavia, la ricerca scozzese si è concentrata sulla salute dei denti, raccogliendo una serie di dati sugli stili di vita adottati e soprattutto sulle abitudini riguardanti la pulizia dei denti. Questi dati sono stati confrontati con le informazioni sulla storia medica della persona, sui casi di patologie cardiache presenti in famiglia e su una serie di altri fattori di rischio.
Durante lo studio, durato otto anni, sono stati registrati 555 “eventi cardiovascolari”, fra i quali 170 infarti letali. I ricercatori hanno concluso che a fronte di un’igiene orale compromessa, le probabilità di un attacco cardiaco aumentavano in maniera considerevole.
Anche uno studio anglo-americano, pubblicato sul “Nejm”, ha dimostrato – procedendo in maniera opposta – che vi è uno strettissimo nesso fra salute orale e salute cardiovascolare.
Un trattamento mirato ed intensivo contro la periodontite (un’infezione batterica alle gengive), che può condurre alla perdita dei denti, aiuterebbe a migliorare la corretta funzionalità vascolare. In sintesi, spiegano gli autori, può rivelarsi un’utile arma nella prevenzione di infarto e ictus.
Sono state esaminate 120 persone afflitte da periodontite, ma non da problemi di cuore. Si è scoperto che, dopo circa 6 mesi di sedute dal dentista, chi si sottoponeva a cure intensive, mostrava un forte miglioramento non solo delle condizioni di denti e gengive, ma anche della funzione vascolare.
In ogni caso, sarà meglio prendere in mano lo spazzolino perché difficilmente in futuro gli scienziati scopriranno che lavarsi i denti due volte al giorno può compromettere in qualche modo la salute.
