
Ultima modifica 30 Novembre 2017
I consigli dell’Igienista Dentale
Alimentazione in gravidanza ed allattamento
Sane abitudini alimentari della gestante sono la migliore garanzia per la salute del feto e del primo periodo di vita nel neonato, soprattutto se il bambino sarà allattato al seno. Molta attenzione va data alla qualità degli alimenti: vanno limitati (meglio eliminati) i cibi contenenti additivi come conservanti e coloranti, preferendo ad essi cibi freschi, poco trattati e optando per cotture veloci e al vapore; ideali anche per limitare i grassi e tenere controllato il proprio peso (in gravidanza l’incremento del peso non dovrebbe superare i 10/12 kg). Tenere d’occhio la bilancia significa non soltanto ritornare facilmente al proprio peso dopo la nascita del bambino ma soprattutto, condurre una gestazione tranquilla, prevenendo così problematiche, quali, il diabete gravidico e l’ipertensione, che predispone alla gestosi; una sindrome che impedisce una corretta conduzione delle sostanze nutritive dalla madre al feto.
In gravidanza il fabbisogno di calcio aumenta considerevolmente per un’appropriata coagulazione di sangue e per la formazione di ossa e denti del nascituro. Considerando che la deposizione di calcio nei denti del feto comincia al quarto mese di gravidanza, è intuibile pensare come un’efficace prevenzione delle malattie della bocca del bambino debba iniziare proprio nel periodo fetale. Maggiore attenzione va data anche alle quantità di ferro, essenziale per la maggiore sintesi di emoglobina materna. La gestante sarà sensibilizzata dall’igienista dentale anche sull’importanza di un corretto apporto di vitamine al fine di evitare il verificarsi di stomatomucocisti, dovute appunto, a carenze vitaminiche e in particolare:
Un deficit di vitamina A causa ipercheratosi della mucosa orale e predispone a processi infiammatori
Insufficienti quantità di vitamina C provocano facilità di sanguinamento, oltre rendere la gengiva più vulnerabile alle endotossine batteriche
Un ridotto apporto di vitamina PP determina alterazioni gengivali (edema, ulcerazioni e sanguinamento)
Una carenza di vitamine del complesso B predispone a stati infiammatori della mucosa orale, in particolare la carenza di vitamina B6 sembra determinare alterazioni regressive dell’osso alveolare e dell’epitelio delle papille interdentali.
In generale il fabbisogno delle vitamine del complesso B aumenta durante la gravidanza, in quanto cresce la necessità di produrre grandi quantità di energia. Nell’ambito del gruppo delle suddette vitamine è importante, per la gestante assicurarsi, assicurarsi adeguate quantità di acido folico (vitamina B9), una cui carenza sembrerebbe correlata alla comparsa del labbro leporino. Tale vitamina riveste un ruolo fondamentale nella maturazione dei globuli rossi del feto e nel corretto sviluppo dei tessuti embrionali, soprattutto durante le prime settimane di gravidanza, allorquando avviene l’organogenesi.
Anche le richieste di vitamina C aumentano per aiutare la placenta a formarsi correttamente e accrescere la resistenza alle infezioni. Tra le donne in gravidanza che fumano il fabbisogno di vitamina C giornaliero è raddoppiato rispetto alle donne non fumatrici. L’igienista dentale, comunque, motiverà le future mamme a non fumare, suggerendo inoltre di non frequentare ambienti fumosi. Il fumo infatti, sia esso attivo o passivo, induce un restringimento dei vasi sanguigni con riduzione del flusso del sangue e interferisce con la disponibilità di nutrenti al feto e con la capacità di trasporto dell’ossigeno a causa della formazione di carbossiemoglobina.
Altro aspetto da non trascurare è il problema relativo all’assunzione di crackers, biscotti, fette biscottate, caramelle, ecc., consumati dalla gestante per mitigare il senso di nausea frequente soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza per la produzione di lattogeno placentare, ormone deputato alla crescita della placenta. I residui di tali carboidrati, se non allontanati attraverso una scrupolosa igiene orale, possono diventare fattori promuoventi la formazione della placca batterica, aggravando il già delicato equilibrio del cavo orale in cui la saliva si arricchisce di muco-proteine, fattore che già di per sé predispone alla placca.
L’igienista dentale potrà consigliare alla gestante sciacqui al bicarbonato di sodio dopo il vomito, per neutralizzare l’attacco acido sui denti; la informerà e la istruirà circa l’importanza di conservare uno stato di salute orale durante i mesi di gestazione quale presupposto fondamentale per l’integrità della salute propria e per lo sviluppo ottimale di denti e cavità orale del nascituro.
A tale scopo l’igienista darà informazioni utili alla paziente gravida per la prevenzione della carie dentale e il mantenimento della salute delle strutture di supporto del dente, attraverso una dieta varia contenente i gruppi nutritivi essenziali con un minimo di cibi cariogeni.
Per avere un buon latte bisogna mangiare alcuni tipi di alimenti, vale a dire cibi oleosi, frutta secca, legumi, cereali e uova; per idratare frutta e verdura; l’idratazione è fondamentale poiché il latte è un alimento liquido e per produrne sufficienza occorre bere molta acqua.
Nei primi mesi di vita del bambino uno degli errori più comuni è quello di tenerlo tranquillo con una tettarella intinta nello zucchero o nel miele, oppure somministrargli con il biberon liquidi zuccherati come acqua, camomilla o succhi di frutta. Tali abitudini sono determinanti per lo sviluppo della cosiddetta carie da biberon o “baby bottle tooth decay”, una delle principali cause di lesioni cariose dei bambini nei primi anni di vita. E’ utile ricordare che il latte, sia che si parli di latte bovino che di quello umano, contiene una quantità importante di lattosio; più precisamente il latte umano contiene una quantità doppia di lattosio rispetto a quello vaccino.
Ampiamente riconosciuta è l’attività cariogena del lattosio ed è pertanto superfluo, se non addirittura errato, aggiungere al latte altri dolcificanti che influenzano lo sviluppo della patologia in questione, fornendo alla flora batterica cariogena, S.Mutans in particolare, substrati per la produzione di acidi e loro adesione sulle superfici dentali. Di contro il latte, oltre al lattosio, contiene anche grandi quantità di calcio e fosforo, elementi che gli conferiscono attività anticarie in quanto contribuiscono alla remineralizzaizone dello smalto. Il grado di resistenza conferita da calcio e fosforo allo smalto nei confronti della produzione acida è stato dimostrato misurando comparativamente il diverso grado di dissoluzione dello smalto nella saliva osservato in presenza di latte o di solo lattosio. La dissoluzione è risultata maggiore nel secondo caso.
Il latte contiene alcune proteine come la caseina, capace di costruire un rivestimento organico protettivo della superficie dello smalto.
