Ritrattamento Canalare

di | 2 Novembre 2021
Endodonzia Bologna Tempo Di Lettura: 5 Minuti

Ultima modifica 2 Novembre 2021

Ritrattamento canalare, le procedure per evitare l’estrazione del dente.

Trattamento canalare/devitalizzazione

Ogni anno, nel mondo, milioni di denti con malattia della polpa e dei tessuti adiacenti la radice vengono salvati attraverso il trattamento canalare (o devitalizzazione). Esso consiste nella rimozione del nervo infetto e nella sua sostituzione con un’otturazione permanente che permette l’eliminazione dell’infezione, ristabilendo funzionalità ed estetica del dente. Tale trattamento viene definito primario ogni qualvolta venga eseguito su un dente mai trattato in precedenza.

La percentuale di successo di una terapia canalare primaria è estremamente elevata, aggirandosi intorno al 90-95% se eseguita con strumenti e competenze appropriate, così come dimostrato dai dati più recenti della Letteratura scientifica.


devitalizzazione BolognaInsuccesso del trattamento canalare primario

Nonostante le elevate percentuali di successo, ci sono situazioni in cui il dente trattato endodonticamente (devitalizzato) può presentare una malattia post-trattamento che si manifesta con la formazione di un granuloma o cisti.

Questo scenario si può verificare tutte le volte in cui un dente sottoposto a terapia canalare non guarisca o continui a manifestare una sintomatologia dolorosa nonostante la terapia canalare. Ciò può accadere a distanza di mesi o anni dalla terapia primaria e spiega il motivo per cui anche un dente devitalizzato può fare male.

E’ importante sottolineare come in tutti i denti in cui la terapia canalare primaria vada incontro ad un insuccesso, sia che il dente presenti una sintomatologia dolorosa, sia che la malattia sia evidente solo mediante esame radiografico, vi sia l’indicazione assoluta ad un ulteriore intervento.

Ecco che ci si trova dunque di fronte alla non semplice scelta terapeutica tra estrazione e sua sostituzione con un dente artificiale, oppure cercare il mantenimento del dente naturale, mediante un secondo intervento di terapia canalare. Questo intervento, che ha come obiettivo la guarigione del granuloma e la risoluzione della sintomatologia, prende il nome di Ritrattamento canalare e consiste nel ripetere per la seconda volta la terapia, da cui il nome di “terapia canalare secondaria”.


ritrattamento bolognaCause dell’insuccesso del trattamento canalare

Le cause che determinano il persistere di una patologia post-trattamento canalare primario sono prevalentemente batteriche, cioè dovute alla sopravvivenza di microorganismi all’interno delle radici del dente.

Il fallimento può verificarsi in denti che presentino una terapia canalare primaria più o meno adeguata. Questi microorganismi possono sopravvivere all’interno delle radici per una o più delle seguenti cause:

  • Inadeguata pulizia e otturazione dei canali in fase di trattamento primario, Il riempimento del canale radicolare influenza l’esito finale delle terapie canalari sia per il trattamento canalare primario che per il ritrattamento;
  • Trauma radicolare, ovvero un evento traumatico che può determinare la frattura della radice del dente;
  • Cisti o infezione, ovvero infezioni che possono essersi sviluppate all’apice (termine) della radice:
  • Nuova carie, che può distruggere la corona del dente ed esporre il materiale da otturazione che sigilla il canale dai batteri e dalla saliva, causando una nuova infezione delle radici. Si evidenzia come i denti che abbiano già subito una terapia canalare possano cariarsi allo stesso modo di un dente non trattato;
  • Frattura o distacco di un’otturazione o di una corona o di un perno radicolare, tutte queste situazioni possono determinare i medesimi danni esposti precedentemente, per cui il dente dovrà essere riaperto, i canali nuovamente puliti e riempiti in modo da garantire un sigillo adeguato rispetto all’ambiente orale

Opzioni di trattamento del dente già devitalizzato/trattato

Nonostante le tecniche, le attrezzature e i materiali migliorino costantemente anche nel campo dell’Endodonzia, il Ritrattamento rimane ancora oggi una sfida per i clinici, come dimostrato dai risultati meno favorevoli del successo di un Ritrattamento rispetto al trattamento primario.

Le informazioni sulla prognosi dei ritrattamenti sono controverse in quanto le percentuali di successo riportate vanno dal 40 al 100%.

La maggiore difficoltà che un Ritrattamento offre, soprattutto nel caso di morfologia alterata da un precedente trattamento e le irregolarità anatomiche che si incontrano, devono essere considerate e spiegate al paziente, in quanto possono comprometterne il risultato.

Nella maggior parte dei casi, l’odontoiatra deve decidere se il mantenimento del dente è nel miglior interesse del paziente. Questa decisione è basata sulla possibilità di ricostruire il dente e sulla sua posizione strategica nella dentizione, sulla salute parodontale, sulle condizioni di salute generale del paziente, sulla motivazione e risorse del paziente e, non ultimo, sul livello di competenza ed esperienza del dentista.


Devitalizzazione e ritrattamento bolognaLe procedure cliniche del ritrattamento canalare

Le procedure per il Ritrattamento endodontico prevedono:

  • disassemblaggio di perni o precedenti restauri protesici;
  • riparazione di esistenti alterazioni create dal precedente trattamento;
  • reperimento di canali non precedentemente identificati;
  • sagomatura, disinfezione e otturazione del sistema canalare.

Mentre pulire, sagomare e disinfettare lo spazio del canale radicolare durante il Ritrattamento può essere simile alla terapia primaria del canale radicolare, la localizzazione e il trattamento di canali nascosti, il disassemblaggio e la riparazione delle alterazioni sono procedure molto complesse che pertanto richiedono un armamentario sofisticato, tecnologie avanzate e competenze specializzate.


Gli strumenti e le competenze

Il microscopio operatorio e sistemi di ingrandimento adeguati consentono al medico di visualizzare lo spazio endodontico in maniera più predicibile di quanto non si possa fare ad occhio nudo.

La diga di gomma: per isolare il dente da curare da tutto il resto della bocca. E’ l’unico mezzo che riduce al minimo il rischio della contaminazione dei canali radicolari da parte della flora batterica orale. La diga di gomma, inoltre porta altri benefici, come il miglioramento della visibilità fornendo un campo operatorio pulito e previene l’ingestione di irriganti e di strumenti. L’uso della diga di gomma diventa obbligatorio in endodonzia.

Un sistema digitale di imaging radiografica 3D, permette di diagnosticare e completare il ritrattamento in maniera adeguata e predicibile nel tempo.

Nella maggior parte dei casi quindi la figura più indicata ad affrontare correttamente il Ritrattamento canalare è un Endodontista, che valuterà se il mantenimento del dente è la scelta terapeutica più indicata, poiché sono i clinici meglio preparati per prendere queste decisioni ed eseguire procedure altamente complesse, necessarie per mantenere il dente.

La sua formazione ed esperienza specifica nel ramo, rende l’Endodontista il partner più prezioso nella cura del paziente quando dovranno essere affrontate terapie con un livello di complessità così elevato come il Ritrattamento canalare.


La durata e l’affidabilità del dente trattato

Non esiste un tempo di scadenza per i denti che hanno subito un ritrattamento e non c’è modo di ipotizzare quando potrebbero subentrare problemi.

Un dente ritrattato con la sua componente protesica ed eseguito a regola d’arte, ha durata media di circa 10 anni.

Va rilevato che il risultato clinico è fortemente influenzato da fattori individuali, nonché dalle abitudini (alimentari e di vita) di ciascuno di noi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *