
Ultima modifica 17 Gennaio 2026
Malattia Parodontale Batteri, per meglio comprendere il nesso tra batteri e malattia parodontale è necessario illustrare e classificare i batteri
Cosa sono i batteri
I batteri sono microrganismi unicellulari procarioti, cioè con il materiale genetico non racchiuso in un nucleo cellulare. Sono presenti in tutti gli ambienti, anche i più estremi, e possono avere dimensioni da 0,2 a 30 μm. I batteri si classificano in base a:
- Forma: cocchi (sferici), bacilli (bastoncellari), vibrioni (a virgola), spirilli (a spirale) e spirochete (a cavatappi).
- Temperatura ottimale di crescita: psicrofili (freddo), mesofili (temperato) e termofili (caldo).
- Colorazione di Gram: Gram-positivi e Gram-negativi. I Gram-positivi si colorano di viola, i Gram-negativi di rosa.
- Presenza di ossigeno: aerobi, anaerobi e anaerobi facoltativi.
In base al loro rapporto con l’ospite si distinguono batteri commensali, che non causano danni, e batteri patogeni, capaci di causare malattie.
Batteri e malattia parodontale
La malattia parodontale è causata da specifici batteri anaerobi presenti nella placca dentale sub-gengivale. Questi batteri, noti come parodontopatogeni, hanno caratteristiche specifiche: devono possedere meccanismi che consentano la colonizzazione e l’invasione dei tessuti e devono essere in possesso di meccanismi di evasione o alterazione delle difese del paziente.
I principali batteri responsabili dell’insorgenza della malattia parodontale sono:
Porphyromonas gingivalis
Batterio Gram-negativo, anaerobio, non mobile, che forma colonie nere su agar sangue. È uno dei batteri più studiati e ritenuto un importante agente eziologico della parodontite. È in grado di evadere le difese immunitarie dell’ospite e promuovere la distruzione dei tessuti. Porphyromonas gingivalis è noto per causare infezioni nell’uomo e contribuire ai problemi di resistenza agli antibiotici. Questo batterio può attaccarsi al rivestimento subgengivale del dente e sostituire i batteri Gram-positivi originariamente presenti, generando un’infiammazione che porta al distacco della gengiva dai denti. Porphyromonas gingivalis esprime enzimi proteolitici che regolano la funzione proteica nel corpo, attaccando la giunzione (legamento parodontale) tra il dente e l’osso. Negli ultimi anni, è stato intensivamente investigato il suo ruolo nello sviluppo dell’aterosclerosi e nella promozione ed insorgenza di differenti tipologie di cancro. In particolare, studi recenti suggeriscono che P. gingivalis potrebbe essere un fattore di rischio per il tumore all’esofago e potrebbe essere coinvolto nella patologia dell’Alzheimer.
Prevotella intermedia
Precedentemente noto come Bacteroides intermedius, è un batterio patogeno anaerobio obbligato, Gram-negativo, coinvolto in infezioni parodontali, tra cui la gengivite e la parodontite. È spesso riscontrato in casi di gengivite ulcerativa necrotizzante acuta e viene comunemente isolato da ascessi dentali, dove predominano gli anaerobi obbligati. Questo batterio è in grado di utilizzare gli ormoni steroidei come fattori di crescita, motivo per cui il loro numero è più elevato nelle donne in gravidanza. È stato anche isolato da donne con vaginosi batterica. È stato anche riscontrato che colonizza il tratto respiratorio ed è associato a varie malattie. Prevotella. intermedia è noto per essere resistente a diversi antibiotici, tra cui cefalosporine, penicilline e tetracicline.
Treponema denticola
Batterio Gram-negativo, anaerobio obbligato, mobile e altamente proteolitico. Il Treponema denticola è uno dei principali batteri associati all’incidenza e alla gravità della malattia parodontale nell’uomo. Il Treponema denticola è in grado di aderire ai fibroblasti e alle cellule epiteliali presenti nei tessuti parodontali. Produce enzimi proteolitici che degradano le proteine del tessuto ospite, facilitando così la penetrazione dei batteri nei tessuti e la progressione della malattia. Inoltre, recenti studi suggeriscono che il Treponema denticola potrebbe essere un agente eziologico potenziale per il cancro orale. Questo batterio favorisce l’oncogenesi, il processo in cui le cellule sane diventano cellule cancerose, e inibisce l’apoptosi, o morte cellulare controllata, portando a una crescita e moltiplicazione rapida delle cellule cancerose
Aggregatibacter actinomycetemcomitans
Batterio Gram-negativo, anaerobio facoltativo. Aggregatibacter actinomycetemcomitans è noto per essere coinvolto in infezioni non solo orali, ma anche in altre parti del corpo. È uno dei microrganismi del gruppo HACEK, un insieme di bacilli o coccobacilli Gram-negativi, non mobili, che sono spesso coinvolti in infezioni come l’endocardite. Questo batterio è frequentemente associato alla parodontite aggressiva localizzata, una forma di malattia parodontale che colpisce principalmente adolescenti e giovani adulti.
Tannerella forsythia
Batterio anaerobico, Gram-negativo, appartenente al phylum Bacteroidota. È stato implicato in malattie parodontali ed è un membro del cosiddetto “RED Complex” dei batteri parodontali, insieme a Porphyromonas gingivalis e Treponema denticola. T. forsythia è stato precedentemente denominato Bacteroides forsythus e Tannerella forsythensis. Questo batterio possiede diversi fattori di virulenza, tra cui peptidasi che operano come fattori di virulenza durante l’infezione delle gengive, inoltre è stato associato a un rischio aumentato di cancro esofageo. T. forsythia è un organismo asaccharolitico, cioè incapace di degradare i carboidrati per ottenere energia, e quindi richiede peptidi. Questo batterio ha bisogno di N-acetilmuramico (un componente vitale della parete cellulare che non produce da solo), che viene prodotto dai suoi controparti patogeni Porphyromonas gingivalis e Treponema denticola.
Questi batteri formano un biofilm sulla superficie dei denti, che può modificarsi nel tempo formando il tartaro. La presenza di batteri patogeni non è l’unico fattore coinvolto nell’insorgenza della parodontopatia: sono necessari anche cofattori locali (tartaro, affollamenti e dislocazioni dentarie, malocclusioni, odontoiatria “iatrogena”, concavità e profondità delle strutture morfologiche degli elementi dentali) e cofattori generali (diabete, tabagismo, neoplasie, farmaci, alterazioni salivari), che vanno a modificare quella che è definita come suscettibilità alla malattia da parte dell’ospite.
Come agiscono i batteri sui tessuti di sostegno del dente
I batteri parodontopatogeni aderiscono ai fibroblasti e alle cellule epiteliali, così come ai componenti della matrice extracellulare presenti nei tessuti parodontali. Questi batteri producono enzimi proteolitici che degradano le proteine del tessuto ospite, facilitando così la penetrazione dei batteri nei tessuti e la progressione della malattia. Inoltre, i batteri parodontopatogeni sono in grado di alterare la risposta immunitaria dell’ospite, evitando la distruzione da parte del sistema immunitario e promuovendo l’infiammazione cronica. Questa infiammazione cronica può portare alla distruzione dei tessuti di sostegno del dente, alla formazione di tasche parodontali ed, infine, alla perdita del dente.
Perché nella bocca sono presenti i batteri
I denti sono gli unici tessuti mineralizzati parzialmente esposti all’ambiente esterno e offrono una superficie idonea per la formazione di una biopellicola: un sottile velo di batteri, proteine, glucidi e acqua che rappresenta un terreno di coltura ideale per numerose specie batteriche.
Come difendersi e come curarsi
La prevenzione della malattia parodontale si basa principalmente su una corretta igiene orale, che include lo spazzolamento dei denti almeno due volte al giorno e l’uso del filo interdentale per rimuovere la placca dai luoghi che lo spazzolino non riesce a raggiungere. In caso di malattia parodontale, il trattamento può includere sedute di pulizia professionale dei denti per rimuovere la placca e il tartaro, in alcuni casi l’uso di antibiotici per uccidere i batteri parodontopatogeni e, nei casi più gravi, l’intervento chirurgico per riparare i tessuti danneggiati. In conclusione, i batteri svolgono un ruolo fondamentale nell’insorgenza della malattia parodontale. Tuttavia, con una corretta igiene orale e un tempestivo intervento medico, è possibile prevenire e trattare efficacemente questa condizione.






